Sulla validità dei Pubblici Elenchi per le notifiche in proprio a mezzo PEC

a cura della Dott.ssa Arianna Lo Menzo

Con la Sentenza n. 3709 del 8 febbraio 2019 la Corte di Cassazione afferma che è valida la notifica in proprio effettuata a mezzo posta elettronica certificata solo se indirizzata all’indirizzo P.E.C. che ciascun avvocato ha indicato al Consiglio dell’Ordine di appartenenza e che viene inserito nel Registro Generale degli Indirizzi Elettronici (ReGIndE) gestito dal Ministero della Giustizia. Secondo questa pronuncia solo questo indirizzo è qualificato ai fini processuali, sicché la notificazione di un atto giudiziario ad un indirizzo P.E.C. diverso da quello inserito nel ReGIndE è nulla, considerando del tutto irrilevante la presenza di detto indirizzo nell’Indice Nazionale degli Indirizzi di Posta Elettronica Certificata (INI-PEC).

Tuttavia, nella predetta pronuncia i giudici di legittimità non tengono conto di quanto espressamente previsto dalla normativa vigente in tema di notificazioni in proprio effettuate tramite P.E.C. . Infatti, l’art. 3 della L. n. 53/1994 dispone testualmente che “La notificazione può essere eseguita esclusivamente utilizzando un indirizzo di posta elettronica certificata del notificante risultante da pubblici elenchi”. Pertanto, uno dei requisiti richiesti dalla predetta legge è costituito proprio dalla esistenza dell’indirizzo di P.E.C. del destinatario in un pubblico elenco, tanto che il successivo comma 5, lett. f) del citato art. 3-bis, impone al notificante di dichiarare nella relazione di notificazione “l’indicazione dell’elenco da cui il predetto indirizzo è stato estratto”.

L’art. 16-ter del D.L. 179/2012 individua i seguenti come i pubblici elenchi dai quali estrarre indirizzi P.E.C. per la notifica ai fini processuali:

INI-PEC (art. 6-bis D.Lgs. 82/2005 – CAD);

Pubblico elenco dei domicili digitali delle persone fisiche e degli altri enti di diritto privato non tenuti all’iscrizione in albi professionali o nel registro delle imprese (art. 6-quater D.Lgs. 82/2005 – CAD);

Anagrafe nazionale della popolazione residente – ANPR (art. 62 D.Lgs. 82/2005 – CAD);

Elenco o Registro PA (art. 16, comma 12, D.L. 179/2012, accessibile tramite il Portale dei Servizi Telematici del Ministero della giustizia – https://pst.giustizia.it);

Registro delle Imprese (art. 16, comma 6, D.L. 185/2008);

RegInDE – Registro generale degli Indirizzi Elettronici.

Alla luce di quanto sopra esposto, tenuto altresì conto dell’incertezza che discende dalla difformità tra quanto disposto dalla normativa e quanto sentenziato dai giudici della Suprema Corte, nonché delle gravi conseguenze processuali derivanti da una pronuncia dichiarativa della nullità della notifica di un atto giudiziario, sembrerebbe doveroso indirizzare il messaggio PEC ad indirizzi contenuti in registri la cui legittimità non sia messa in discussione.

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