Il Collegio Sindacale

a cura dell’Avv. Valentina Iannilli

CHE COS’È

Il collegio sindacale rappresenta l’organo di controllo delle società e ha il compito di vigilare sull’attività degli amministratori e controllare che la gestione e l’amministrazione della società si svolgano nel rispetto della legge e dell’atto costitutivo.

COMPOSIZIONE

Il collegio sindacale è composto di un numero variabile fra tre e cinque membri effettivi e due sindaci supplenti. Non è richiesto come requisito per diventare membro effettivo la condizione di socio. I sindaci devono essere scelti tra gli iscritti nel registro dei revisori contabili. Tuttavia non possono ricoprire la carica di sindaco coloro che subiscono la cancellazione e la sospensione dal registro dei revisori, i parenti e gli affini entro il quarto grado degli amministratori o coloro che sono legati alla società da un rapporto di lavoro subordinato e continuato.

Il Codice Civile prevede che i sindaci vengano nominati per la prima volta nell’atto costitutivo e successivamente dall’assemblea e che restino in carica per tre anni. L’assemblea provvede alla nomina del presidente del collegio sindacale. Durante tale periodo i sindaci non possono essere revocati se non per giusta causa. In caso di morte, rinuncia o decadenza di un sindaco subentrano, in ordine di età i supplenti, i quali, rimangono in carica finché l’assemblea non provvede alla nomina dei nuovi sindaci in sostituzione di quelli usciti. I sindaci sono retribuiti secondo quanto stabilito dall’assemblea.

I COMPITI

I compiti del collegio sindacale sono quelli previsti dall’art. 2403 del Codice civile, ovvero:

  • controllare l’amministrazione della società;
  • vigilare sull’osservanza della legge e dell’atto costitutivo;
  • accertare la regolare tenuta della contabilità sociale, la corrispondenza del bilancio alle risultanze dei libri e delle scritture contabili e l’osservanza delle norme stabilite per la valutazione del patrimonio sociale;
  • deve accertare almeno ogni trimestre la consistenza di cassa e l’esistenza dei valori e dei titoli di proprietà sociale o ricevuti dalla società in pegno, cauzione o custodia.

Il collegio sindacale deve riunirsi almeno ogni trimestre e può deliberare, con maggioranza assoluta, se sono presenti la maggioranza dei componenti. I sindaci dissenzienti possono far mettere a verbale i motivi del loro dissenso.

I sindaci possono in qualsiasi momento procedere, anche individualmente, ad atti d’ispezione e di controllo e il collegio può chiedere agli amministratori notizie sull’andamento delle operazioni sociali o su determinati affari.

L’AZIONE DI RESPONSABILITÀ

Il Codice Civile prevede che i sindaci debbano adempiere i loro doveri con la diligenza del mandatario (art. 1710). Essi sono infatti responsabili della verità delle loro affermazioni e devono conservare il segreto sui fatti e sui documenti di cui hanno conoscenza. In caso di un danno derivante dalle omissioni degli amministratori i sindaci sono responsabili solidalmente con questi ultimi. Ad ogni socio spetta il diritto di denunciare i fatti che ritiene “censurabili” al collegio sindacale, il quale deve tener conto della denuncia nella relazione all’assemblea. Se la denuncia è fatta però da tanti soci rappresentanti la ventesima parte del capitale sociale, il collegio sindacale deve indagare senza ritardo e presentare le sue conclusioni ed eventuali proposte all’assemblea, convocando immediatamente la stessa nei casi più urgenti. Se invece vi è fondato sospetto di gravi irregolarità nell’adempimento dei doveri degli amministratori e dei sindaci, i soci rappresentanti la decima parte del capitale sociale possono denunciare i fatti al tribunale che, sentiti in camera di consiglio gli amministratori e i sindaci, può ordinare l’ispezione dell’amministrazione della società a spese dei soci richiedenti.

Se sussistono le irregolarità denunciate, il tribunale può disporre gli opportuni provvedimenti cautelari e convocare l’assemblea per le conseguenti deliberazioni. Nei casi più gravi può arrivare fino alla revoca degli amministratori e dei sindaci e alla nomina di un amministratore giudiziario. L’amministratore giudiziario può proporre l’azione di responsabilità contro gli amministratori e i sindaci.

Tratto da “LA BORSA DI MILANO”

Guida alla Contabilità & Bilancio
22.5.2012 – n. 10 – p. 73
Il punto sul collegio sindacale e il sindaco unico nelle s.r.l.
di Gaiani Luca, Iori Michele

La disciplina dell’organo di controllo nelle S.r.l. è stata oggetto di varie modifiche negli ultimi mesi. La L. 4 aprile 2012, n. 35, di conversione del D.L. 5/2012, ha messo fine alle numerose questioni prevedendo il sindaco unico nelle S.r.l. se lo statuto non dispone diversamente.

La L. 4 aprile 2012, n. 35, di conversione del D.L. 9 febbraio 2012, n. 5, ha nuovamente modificato il regime degli organi di controllo delle società di capitali, su cui era intervenuta la Legge di stabilità 2012.

La L. 35/2012 ripristina innanzitutto, per le S.p.a., la versione originaria dell’art. 2397 Codice civile, secondo cui l’organo di controllo è composto sempre da un collegio sindacale (eliminando la possibilità di nominare un sindaco unico, che era prevista per le società con capitale e ricavi fino a euro 1 milione).

Inoltre, il provvedimento interviene sull’organo di controllo delle S.r.l., stabilendo che è sempre consentito nominare un unico membro se lo statuto non dispone diversamente.

NUOVO ART. 2477 c.c.

Il nuovo testo dell’art. 2477, c.c. come modificato dalla L. 35/2012, è di seguito riportato.

La norma, come chiarito dalla massima 124/2012 del Consiglio notarile di Milano, stabilisce che la funzione di controllo è affidata ad un organo monocratico (sindaco unico o revisore legale) salvo che lo statuto della società non disponga diversamente.

L’organo monocratico, come chiaramente indica l’art. 2477, co. 5 riformulato dalla L. 35/2012, riguarda anche le S.r.l. che rientrano nei 4 casi di nomina obbligatoria:

  1. capitale sociale non inferiore a euro 120.000;
  2. redazione obbligatoria del bilancio consolidato;
  3. controllodi altra società obbligata alla revisione legale;
  4. superamento per due esercizi consecutivi di due dei limiti dimensionali previsti per il bilancio abbreviato (art. 2435 bis c.c.).
Nuovo art. 2477, c.c.
“L’atto costitutivo può prevedere, determinandone le competenze e i poteri, ivi compresa la revisione legale dei conti, la nomina di un organo di controllo o di un revisore. Se lo statuto non dispone diversamente, l’organo di controllo è costituito da un solo membro effettivo.

La nomina dell’organo di controllo o del revisore è obbligatoria se il capitale sociale non è inferiore a quello minimo stabilito per le società per azioni.

La nomina dell’organo di controllo o del revisore è altresì obbligatoria se la società:

a) è tenuta alla redazione del bilancio consolidato;

b) controlla una società obbligata alla revisione legale dei conti;

c) per due esercizi consecutivi ha superato due dei limiti indicati dal primo comma dell’art. 2435-bis.

L’obbligo di nomina dell’organo di controllo o del revisore di cui alla lettera c) del terzo comma cessa se, per due esercizi consecutivi, i predetti limiti non vengono superati.

Nel caso di nomina di un organo di controllo, anche monocratico, si applicano le disposizioni sul collegio sindacale previste per le società per azioni.

L’assemblea che approva il bilancio in cui vengono superati i limiti indicati al secondo e terzo comma deve provvedere, entro trenta giorni, dell’organo di controllo o del revisore. Se l’assemblea non provvede, alla nomina provvede il tribunale su richiesta di qualsiasi soggetto interessato”.

MODIFICA DEGLI STATUTI

L’autonomia statutaria, precisano i notai milanesi, può prevedere, tra l’altro le seguenti varianti:

  1. affidare le funzioni di controllo e di revisione, anzichéad un organo monocratico, a un organo collegiale(collegio sindacale), per la composizione e il funzionamento del quale si applicano le norme dettate in tema di S.p.a.;
  2. affidare le funzioni di controllo e di revisione, anziché cumulativamente al medesimo organo, separatamentea due organi, il sindaco (o il collegio sindacale) da un lato e il revisore (o la società di revisione) dall’altro;
  3. prevedere che le scelte di cui ai due punti precedenti siano effettuatedi voltain volta con decisione dei soci, senza modificazione statutaria.

Come detto, l’attribuzione della funzione di controllo ad un organo monocratico (sindaco unico o revisore) ha effetto salvo che lo statuto non disponga diversamente.

Conseguentemente, laddove l’attuale statuto della S.r.l. stabilisca espressamente – come di norma avviene – che la società, nei casi previsti dalla legge, nomina un collegio sindacale, il passaggio al sistema del membro unico richiede una preventiva modifica statutaria con atto notarile.

CONTROLLI GESTIONALI E REVISIONE LEGALE DEI CONTI

Non vengono chiariti dalla norma i rapporti tra controlli cosiddetti “gestionali” (art. 2403 c.c.), tipici dei sindaci, e la revisione legale dei conti (art. 14, D.Lgs. 39/2010).

Secondo il Consiglio notarile di Milano, entrambe le funzioni possono essere cumulate in capo ad un unico soggetto, che a sua volta può essere o il “sindaco unico” oppure un revisore legale (o società di revisione).

Secondo altra dottrina (Assonime, circolare n. 6/2012, pag. 9-11), la S.r.l. che nomina l’organo di controllo per obbligo di legge (ricadendo in uno dei 4 casi sopra richiamati) potrà adottare uno dei due seguenti sistemi:

a) nomina solo del sindaco unico(oppure solo del collegio sindacale se così lo statuto stabilisce, in deroga alla norma di legge), che svolgerà sia le funzioni di controllo gestionale che quelle di revisione legale dei conti (qualora ciò sia previsto dallo statuto e il sindaco sia iscritto nel registro dei revisori); in alternativa, in questo caso, la società potrà scegliere di nominare sia il sindaco (solo controllo gestionale) che il revisore;

b) nomina solo del revisore legale(o società di revisione) che svolgerà esclusivamente la relativa funzione contabile senza che la società abbia alcun organo di controllo gestionale.

A quest’ultimo proposito va ricordato che secondo la dottrina, il richiamo alle regole delle S.p.a. è da intendere nel senso che le S.r.l. che nominano l’organo di controllo in quanto tenute alla redazione del bilancio consolidato devono sempre affidare la revisione legale ad un soggetto diverso dal sindaco unico o dal collegio sindacale (Assonime, circolare n. 6/2012, pag. 12; A. Busani, ne Il Sole 24 Ore del 20 aprile 2012). In passato questa interpretazione era posta in dubbio dal fatto che il V comma dell’art. 2477 stabiliva che la revisione legale nelle S.r.l. era “esercitata dal collegio sindacale“, ma quest’ultima locuzione è stata eliminata dal testo normativo.

D’ora in poi, se la S.r.l. è obbligata alla redazione del bilancio consolidato dovrà affidare la revisione legale dei conti ad un soggetto distinto dal sindaco (salvo optare per la sola revisione legale se si aderisce alla tesi sostenuta da Assonime e prima richiamata).

 

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