Come cambierà la competenza del giudice di pace nei prossimi otto anni

A cura della Dott.ssa Erika Damiani

La legge n. 177/2017, contenente una “Riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace…”, è entrata in vigore il 15.8.2017, con l’eccezione delle norme che riformano la competenza dei giudici di pace (artt. 27 e 28) che entreranno in vigore tra il 31.10.2021 e il 31.10.2025 (in tale ultima data: Art. 27 comma 1, lettera a), numero 1, lettera c), numero 2), e al comma 3, lettera d), capoverso «Art. 60-bis», e lettera e) ).

L’art. 27 del d.lgs 116/2017 ha modificato l’art. 7 del codice di procedura civile (rubricato “Competenza del Giudice di Pace”), in tal guisa:

  • Con riferimento alle cause relative ai beni mobili la competenza per valore è mutata dai €000,00 ad €30.0000,00;
  • Con riferimento alle cause relative al risarcimento dei danni derivanti dalla circolazione di veicoli e natanti la competenza per valore è mutata dai €20.000,00 ad €0000,00 ;
  • Il giudice di pace sarà altresì competenze, qualunque ne sia il valore:
  • Per le cause relative all’apposizione di termini;
  • Per tutte le cause in materia di condominio;

La competenza è stata inoltre estesa, con l’aggiunta di ben 9 commi (da 3-ter a 3-undecies), alle controversie in materia di:

  • Distanze nelle piantagioni e scavi, e dei muri, fossi e siepi interposti tra i fondi, con esclusione delle distanze nelle costruzioni che restano di competenza del Tribunale ordinario ( 7, co. 3-ter c.p.c.);
  • Distanze delle luci e delle vedute, con eccezione delle controversie relative alle 905 c.c. (distanza per l’apertura di vedute dirette e balconi), 906 c.c. (distanza per l’apertura di vedute laterali ed oblique) e c (distanza delle costruzioni dalle vedute) (art.7, co. 3-quater c.p.c.);
  • Stillicidio e di acque ( 7, co. 3-quinquies c.p.c.);
  • Occupazione e invenzione ( 7, co. 3-sexies c.p.c.);
  • Specificazione, unione e commistione ( 7, co. 3-septies c.p.c.);
  • Enfiteusi ( 7, co. 3-octies c.p.c.);
  • Esercizio delle servitù prediali ( 7, co. 3-nonies c.p.c.);
  • Impugnazione del regolamento e delle deliberazioni ex artt. 1107 e 1109 c.c. ( 7, co. 3-decies c.p.c.);
  • Diritti e obblighi del possessore nella restituzione della cosa ( 7, co. 3-undecies. c.p.c.).

È stato inoltre aggiunto un quarto comma all’art. 7 c.p.c.,  in virtù del quale il giudice di pace è altresì competente, purchè il valore della controversia non sia superiore a €30.000,00:

  • Per le cause di usucapione dei beni immobili e dei diritti reali immobiliare;
  • Per le cause in materia di riordinamento della proprietà rurale;
  • Per le cause in materia di accessione e superficie.

Nel caso in cui siano proposte contro la stessa persona cause che appartengono sia alla competenza del Giudice di Pace che alla competenza del Tribunale, la cognizione di entrambe spetta al Tribunale ordinario.

La riforma ha colpito anche l’art. 113, comma 2, c.p.c. il quale prevede  il giudice di pace possa decidere con equità le controversie il cui valore non superi  Euro 2.500,00. Ad oggi il valore previsto è di €1.100,00.

In materia di pignoramento, il nuovo art. 15-bis c.p.c. attribuisce al giudice di pace l’espropriazione forzata di beni mobili, restando del Tribunale ordinario la competenza per l’espropriazione forzata di cose immobili e crediti, la consegna e il rilascio di cose nonché l’esecuzione forzata degli obblighi di fare e non fare. Il Tribunale ordinario è altresì competente nel caso in cui i beni mobili sono soggetti ad espropriazione insieme ai beni immobili in cui si trovano.

Alla luce di quanto detto, agli artt. 518, co 6 c.p.c., 519 co. 1 c.p.c., 520 co. 1 c.p.c. e 521-bis co. 5 c.p.c., inerenti il pignoramento mobiliare, la parola tribunale sarà sostituita dalla locuzione giudice di pace.

La stessa modifica verrà operata alle norme disciplinanti i procedimenti relativi all’apertura delle successioni (Artt. 763 co.1, 764 co 1, 765 e 769 c.p.c.).

Tale riforma si ripercuote ovviamente anche sulle disposizioni del codice civile (artt. 485, 620, 621, 736, 1211, 1514, 1515 e 1841 c.c.) e delle disposizioni per l’attuazione del codice civile ( artt. 57, 57-bis, 60 -bis, 60-ter, 64, 77,79) relativi alle materie supra indicate, nelle quali la parola tribunale  sarà sostituita da “giudice di pace” a cui è stata attribuita la competenza per l’esercizio delle azioni indicate nelle richiamate disposizioni.

Come già anticipato, tali disposizioni entreranno in vigore tra il 2021 e il 2025, differentemente dalle disposizioni di cui agli artt. 11-13 che sono vigenti dal 15.08.2017. Tali norme prevedono la possibilità che al giudice di pace possa essere assegnata la trattazione di procedimenti civili e penali di competenza del tribunale. Inoltre, nei casi di assenza o impedimento temporaneo del magistrato professionale, il giudice onorario di pace può essere destinato, in presenza di specifiche esigenze di servizio, a compiti di supplenza, anche nella composizione dei collegi, del magistrato assente o impedito, sebbene non ricorrano le condizioni per l’assegnazione ai procedimenti civili e penali.

Tale riforma è stata emanata dal legislatore allo scopo di diminuire il contenzioso innanzi al Tribunale ordinario. Tra 8 anni sapremo effettivamente se avrà raggiunto il suo scopo!

Riferimenti normativi: d.lgs. 116/2017 convertito in l.n. 177/2017

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