di Erika Damiani

La prescrizione è un istituto giuridico che riguarda gli effetti dello scorrere del tempo, il cui decorso nell’ambito del diritto penale determina l’estinzione del reato, salvo eccezioni stabilite dalla legge.

Per calcolare i termini di prescrizione nel reato penale deve farsi riferimento all’art. 157 c.p. in base al quale “la prescrizione estingue il reato decorso il tempo corrispondente al massimo della pena edittale stabilito dalla legge e comunque un tempo non inferiore a sei anni se si tratta di delitto e a quattro anni se si tratta di contravvenzione” (comma 1). La prescrizione non estingue i reati per i quali la legge prevede la pena dell’ergastolo, anche se come effetto dell’applicazione di circostanze aggravanti.

Al secondo comma invece chiarisce i criteri per la determinazione del tempo a prescrivere si ha riguardo:

  • Alla pena stabilita dalla legge per il reato consumato o tentato;
  • Non si tiene conto delle circostanze attenuanti o aggravanti, fatta eccezione per quelle per cui la legge prevede una pena diversa da quella ordinaria (es: la premeditazione nell’omicidio determina non più la pena della reclusione ma quella dell’ergastolo) e per quelle ad effetto speciale (cono quelle circostanze attenuanti o aggravanti che determinano la diminuzione o l’aumento della pena oltre 1/3), nel qual caso si tiene conto dell’aumento massimo di pena previsto per l’aggravante;

Se per il reato la legge stabilisce congiuntamente o alternativamente la pena detentiva e la pena pecuniaria, il tempo necessario a prescrivere si determina con esclusivo riferimento alla pena detentiva (3° comma);

Se la legge prescrive pene diverse da quella detentiva o pecuniaria il termine è di 3 anni (4° comma);

I termini determinati nelle suddette modalità sono raddoppiati:

  • Per i delitti colposi di danno (art. 449);
  • Per i casi di omicidio colposo se il fatto è commesso in violazione delle norme del codice della strada o delle norme previste per la prevenzione degli infortuni (art. 589, II-III-IV comma);
  • Per i reati di cui all’art. 51 comma 3 bis e comma 3 quarter c.p.p;
  • Per i delitti contro l’ambiente di cui al titolo VI bis del Libro II;
  • Per il reato di maltrattamenti contro familiari e conviventi (art. 572 c.p);
  • Dei delitti contro la personalità individuale di cui alla sezione I, Capo III, titolo XII Libro II del c.p;
  • Per i reati di cui agli articoli 609 bis (violenza sessuale), 609 quarter (Atti sessuali con minorenni), 609 quinquies (Corruzione di minorenne) e 609 octies (violenza sessuale di gruppo), fatta salva la sussistenza delle circostanze attenuanti contemplate dal terzo comma dell’art. 609 bis ovvero dal quarto comma dell’art. 609 quarter;

ESEMPIO:

delitto di lesione colpose: tale reato è punito dall’art. 582 c.p. il quale prevede pena alla reclusione dai 3 mesi ai 3 anni. Ora in base al comma 1 dell’art. 157 dovrebbe tenersi conto del massimo edittale e cioè 3 anni. Ma lo stesso comma ci dice che per i delitti comunque il termine di prescrizione non può essere inferiore a 6 anni. Quindi nel caso in cui si compia il delitto de quo il termine di prescrizione è di 6 anni il quale deve essere aumentato di ¼ a causa dell’operatività delle cause di sospensione o interruzione della prescrizione (si veda l’art. 161 c.p.)

Termine di prescrizione= 6 anni + ¼ di 6 anni= 7 anni e mezzo.

Ovviamente si tratta di un esempio relativo ad un caso semplice in cui non concorrono circostanze specifiche.

TERMINI DI DECORRENZA DELLA PRESCRIZIONE (art. 158 c.p.)

I termini di decorrenza della prescrizione sono diversi a seconda della tipologia del reato commesso. Infatti il termine di prescrizione decorre:

  • Per il reato consumato: dal giorno della consumazione;
  • Per il reato tentato: dal giorno in cui è cessata l’attività del colpevole;
  • Per il reato permanente o continuato: dal giorno in cui è cessata la permanenza o la continuazione;
  • Per i reati punibili a querela, istanza o richiesta: dal giorno del commesso reato;

Se la punibilità del reato dipende dal verificarsi di una condizione, la prescrizione inizia a decorrere dal giorno in cui la condizione si è verificata.

SOSPENSIONE DEL CORSO DELLA PRESCRIZIONE (art. 159 c.p.)

I casi di sospensione della prescrizione sono indicati all’art. 159 c.p. in base al quale il corso della prescrizione è sospeso:

  • In ogni caso in cui la sospensione del procedimento o del processo penale o dei termini di custodia cautelare sia imposto da una particolare disposizione di legge,

e oltre i casi di:

  • Autorizzazione a procedere: in tale caso la prescrizione si sospende dal momento in cui il pubblico ministero presenta la richiesta. La prescrizione riprende a decorrere dal momento dal giorno dell’accoglimento della richiesta;
  • Deferimento della questione ad altro giudizio;
  • Sospensione del procedimento o del processo per ragioni di impedimento delle parti e dei difensori, ovvero su richiesta dell’imputato o del suo difensore;
  • Sospensione del procedimento penale per assenza dell’imputato ex art 420 quarter c.p.p. La sospensione in quest’evenienza non può comportare l’aumento di più di un quarto del tempo necessario a prescrivere, della metà nei casi di cui all’art. 99, II comma, di due terzi nei caso dell’art. 99, quarto comma, e del doppio nei casi di cui agli art. 102,103,105 (art. 161 c.p.).

Ai sensi del primo comma dell’art. 161 c.p. gli effetti della sospensione della prescrizione hanno effetto per tutti coloro che hanno commesso il reato.

INTERRUZIONE DEL CORSO DELLA PRESCRIZIONE (art.160 c.p.)

Il corso della prescrizione è interrotto:

  • Dalla sentenza di condanna o dal decreto di condanna;
  • Dall’ordinanza di applicazione misure cautelari, convalida del fermo o arresto;
  • Dall’interrogatorio reso davanti al p.m;
  • Dall’invito a presentarsi ex art. 375 c.p.p.;
  • Dal decreto di fissazione dell’udienza in camera di consiglio per decidere sull’archiviazione;
  • dalla richiesta di rinvio a giudizio;
  • dal decreto di fissazione dell’udienza preliminare;
  • dall’ordinanza che dispone il rito abbreviato;
  • dal decreto di fissazione dell’udienza per la decisione sulla richiesta di applicazione della pena;
  • dalla presentazione o la citazione per il giudizio direttissimo;
  • dal decreto che dispone il giudizio;
  • dal decreto di citazione a giudizio;

La prescrizione interrotta inizia nuovamente a decorrere dal giorno dell’interruzione. Se gli atti interruttivi sono plurimi, la prescrizione decorre dall’ultimo di essi. I termini non possono essere prolungati oltre i termini di cui al secondo comma dell’art. 161 c.p. e cioè l’interruzione non può comportare l’aumento di più di un quarto del tempo necessario a prescrivere, della metà nei casi di cui all’art. 99, II comma, di due terzi nei caso dell’art. 99, quarto comma, e del doppio nei casi di cui agli art. 102,103,105.

Ai sensi del primo comma dell’art. 161 c.p. gli effetti dell’interruzione della prescrizione hanno effetto per tutti coloro che hanno commesso il reato.

Riferimenti normativi: art. 157 c.p. ; art. 158 c.p.; art. 159 c.p.; art. 160 c.p.; art.161 c.p.; art. 582 c.p..